Caso Falcone, l’epilogo

Il 3 dicembre 2009 Angelo Falcone e Simone Nobili, arrestati il 9 marzo 2007 nello Stato dell’Himachal Pradesh, in India, e condannati in primo grado a 10 anni, sono stati assolti dall’Alta Corte di Shimla dall’accusa di traffico internazionale di droga disponendo l’immediata scarcerazione dei detenuti.
Ricordiamo che l’arresto era stato eseguito dopo una perquisizione nella casa dove Angelo e Simone alloggiavano insieme ad altre persone del luogo e che entrambi sono stati costretti con l’inganno a firmare un verbale in lingua hindi di cui non potevano conoscere il contenuto. In pratica un’ammissione di colpevolezza a tutti gli effetti in cui si evinceva una storia del tutto diversa dalla realtà: il fermo di un’automobile occupata dagli accusati, oltre che dagli altri co-protagonisti della vicenda, nei pressi dell’aeroporto di New Delhi, nel cui bagagliaio sarebbe stata riscontrata la presenza di uno zaino contenente 18 Kg di hashish.
L’inizio di un’odissea durata più di tre anni per Angelo e Simone, che si sono sempre proclamati innocenti, e per le rispettive famiglie che non hanno mai smesso di pretendere la verità.
Dal 16 maggio 2010, Angelo è finalmente a casa.
Giovanni Falcone, l’organizzazione non governativa Secondo Protocollo e l’associazione no profit Prigionieri del Silenzio agiscono quotidianamente affinché i detenuti italiani all’estero godano dei diritti garantiti ad ogni essere umano.
In totale, parliamo di oltre tremila persone.

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